News

Accordo di collaborazione Rai Documentari e France Télévisions: linee guida per l’invio dei progetti entro il 30 aprile

immagine contenuto Accordo di collaborazione Rai Documentari e France Télévisions: linee guida per l’invio dei progetti entro il 30 aprile

Promuovere e incrementare le coproduzioni tra Italia e Francia: è l’obiettivo dell’accordo di collaborazione tra Rai Documentari e France Télévisions – Unité Documentaires, annunciata al Fipadoc, il Festival internazionale del film documentario, in corso a Biarritz. I due broadcaster, in particolare, individueranno ogni anno due progetti da realizzare insieme, fin dalla fase ideativa, su tre tematiche: grandi personaggi della cultura europea, personalità dello sport e aspetti legati alla società internazionale e alla geopolitica. Nel prossimo mese di giugno verranno annunciati i due progetti selezionati e verrà avviato il loro sviluppo.

Le proposte potranno avere una o due puntate, della durata di 52 minuti. Il progetto dovrà essere presentato con un file di circa 10-15 pagine, contenente una sinossi, le intenzioni di regia, scelte stilistiche e format, e dettagli sul budget e piano di finanziamento.

Per i produttori residenti in Italia, le proposte dovranno essere inviate all’indirizzo dedicato documentari@rai.it entro il 30 aprile 2024. Nel mese di giugno verranno annunciati i due progetti selezionati e verrà avviato il loro sviluppo.

Clicca qui per la sezione dedicata sul sito Rai.

Linee guida Direzione Documentari Rai

Con questo documento informativo – elaborato sulla base delle linee guida per il settore dei documentari presentate al Consiglio di Amministrazione Rai – la Rai intende illustrare i propri obiettivi editoriali in questo settore, unitamente alle caratteristiche di prodotto ritenute essenziali per il conseguimento dei predetti obiettivi, in un’ottica di trasparenza verso l’opinione pubblica e di stimolo al mondo della produzione audiovisiva, con particolare riferimento a quella indipendente italiana ed europea.

Linee editoriali: il racconto del reale

Il Documentario si è imposto negli ultimi anni come una forma di racconto capace di raggiungere un pubblico ampio e trasversale. Sono numerosi gli esempi, noti e recenti, di come il documentario di creazione riesca oggi a competere con i prodotti più evoluti della fiction internazionale.
Da prodotto prevalentemente destinato ad un pubblico di nicchia, il genere factual si è affermato come una delle forme trainanti dello storytelling contemporaneo. L’interesse per il documentario è cresciuto, soprattutto tra i giovani, con l’affermazione nelle sale del cinema del reale, fenomeno recente e stratificato, diffuso su più modalità di fruizione, dalle sale agli OTT, dai device al mezzo televisivo.
Ma c’è anche una motivazione più profonda alla base di questa nuova popolarità del documentario: il bisogno di comprendere meglio la realtà.
Molti sociologi rilevano il grande disorientamento dell’uomo contemporaneo che fatica a decifrare la complessità del reale. La pandemia, la guerra, gli effetti più destabilizzanti della globalizzazione, la rivoluzione digitale, il cambiamento climatico, ma anche i temi dell’identità di genere o della convivenza interreligiosa.
In questa situazione di forte incertezza, caratterizzata da una accelerazione degli eventi alla quale non eravamo abituati, il documentario appare come uno strumento di conoscenza che aiuta a decifrare il reale, essendo uno dei generi più vicini alla realtà.
È sulla base di questa consapevolezza che Rai Documentari cerca le storie che aiutano a comprendere la realtà, offrendo allo spettatore un punto di vista inedito e stimolante per orientarsi nel proprio presente.

Offerta, target e palinsesto

La prima sfida di Rai Documentari è trovare il proprio pubblico, e per farlo è necessario lavorare in più direzioni. Il primo obiettivo è stato creare uno spazio riconoscibile nel palinsesto Rai. Il documentario della Rai ha oggi un posizionamento editoriale chiaro, che si articola in una serie di appuntamenti fissi in prima serata e nella fascia pomeridiana. Sono previste ad esempio delle collection legate a temi o generi del racconto documentaristico.
Il risultato auspicabile è quello di ampliare e fidelizzare il target di riferimento del genere. 
Questa sfida ha innanzitutto reso necessario rendere la durata del documentario, prima fortemente condizionata dai formati internazionali, coerente con gli slot di programmazione della Rai. Quindi: 1X90’ per il prime time, 1X52’ per la collocazione nel day time e per la seconda serata.
Il lavoro sul posizionamento editoriale del documentario e la semplificazione della durata dei prodotti sono andati di pari passo con la messa a fuoco di una scelta chiara sul contenuto: la Rai punta sul documentario che sappia raccontare la complessità del presente e il recente passato del nostro paese, con l’obiettivo di intercettare il pubblico mediante i temi che più lo interessano e che lo riguardano da vicino. Una strategia editoriale di prossimità che si concretizza in diversi generi di storie.

I Generi del documentario

Il biopic è un genere molto apprezzato dal pubblico televisivo e sul quale Rai Documentari intende dedicare una parte importante della sua offerta. Ha la capacità di condensare nel racconto biografico un preciso periodo della nostra storia, che diventa in tal modo più comprensibile. Ma può anche cogliere in un ritratto, ad esempio quello di un artista o di uno sportivo, una storia esemplare che possa essere collocata in un nuovo immaginario.
Insieme al biopic la Rai proporrà documentari che ricostruiscono un momento del nostro recente passato. Sono racconti che riescono a definire un periodo o un evento storico, facendone emergere il senso più autentico attraverso uno sguardo attento e originale, che sappia offrire allo spettatore una comprensione della nostra storia nuova e appassionante, e mostrare allo stesso tempo la connessione vitale tra passato e presente.
In tal senso il documentario può contribuire a rafforzare la memoria condivisa del nostro paese e, allo stesso tempo, consentire allo spettatore di collocarsi nella contemporaneità con maggiore consapevolezza.
L’offerta di Rai Documentari si caratterizza anche per la proposta di docu-serie con episodi da 50’, un genere che si è prevalentemente affermato sulle piattaforme e che ha dimostrato di poter attrarre un pubblico ampio. La docu-serie si articola in diversi sottogeneri, che vanno dal docu-crime all’indagine antropologica sui temi della contemporaneità, con la possibilità al loro interno di sperimentare un’ibridazione di linguaggi visivi diversi. 
Va infine ricordato che se il documentario ha saputo conquistare dignità di genere ed essere competitivo con le altre forme dello storytelling è perché ha saputo emozionare lo spettatore, e ha saputo farlo grazie alla sua specificità di linguaggio ed estetica, cioè rivelando la realtà nella sua dimensione più intima e autentica: un’emozione che scaturisce dalla possibilità di riconoscersi nella diversità dell’altro e nell’apparente estraneità del reale.

Le reti

L’obiettivo di Rai Documentari è intercettare il pubblico generalista della prima serata con il racconto documentaristico attraverso una serie di appuntamenti fissi. Si tratta di un obiettivo sfidante, con un forte carattere di sperimentazione, perché il pubblico della Rai non è abituato al racconto del reale in prima serata e al linguaggio del documentario d’autore.
L’offerta su Raiuno comprenderà i documentari da 90’, più capaci per tema, genere e linguaggio di rivolgersi al pubblico generalista della rete ammiraglia. Su Raidue saranno collocati i prodotti rivolti ad un target più giovane, spesso legati ai temi dello sport e alle docu-crime. Su Raitre sarà invece prevalente il documentario legato al mondo dello spettacolo e della cultura, mentre su Raiplay saranno proposte le docu-serie a target giovanile.
L’offerta di Rai Documentari sarà dunque rivolta al pubblico delle reti lineari con prodotti che raccontano i temi della contemporaneità e il recente passato del nostro paese, spaziando tra diversi generi e formati, e con appuntamenti fissi di prime time, di volta in volta collocati su una delle tre reti principali

L’Italia in primo piano

Raccontare il nostro paese nella sua complessità geografica, sociale e culturale è un’altra sfida che impegna Rai Documentari. Il linguaggio documentaristico consente di adottare diversi punti di vista all’interno della stessa storia, un vantaggio che permette una comprensione equilibrata degli eventi raccontati e una prospettiva efficace per affrontare le tematiche più controverse.
La possibilità di coproduzioni internazionali è prevista, ma solo in progetti che possono interessare lo spettatore televisivo italiano, e nei quali Rai Documentari abbia la possibilità di partecipare alla costruzione del prodotto dalle sue prime fasi di ideazione e sviluppo.  
Coerentemente con l’obiettivo di intercettare il pubblico di riferimento del documentario con storie che raccontano l’Italia e la sua complessità, è interesse di Rai Documentari valorizzare le capacità produttive, imprenditoriali e culturali del paese, favorendo lo sviluppo dell’industria nazionale audiovisiva.
Rai Documentari produrrà in collaborazione con numerose società di produzione italiane indipendenti, avvalendosi nella costruzione del prodotto di una pluralità di esperienze e sensibilità diverse distribuite sul territorio nazionale e capaci di mettere a disposizione della Rai le migliori professionalità dell’intero settore.
 
MODULO PER LA PRESENTAZIONE DI PROPOSTE ON LINE >>

Collaborazione fra RAI Documentari e France Télévisions Unité Documentaires

Nell’intento di sostenere e incrementare le coproduzioni tra i due paesi, France Télévisions Unité Documentaires e Rai Documentari invitano produttori francesi e italiani a presentare proposte che devono essere incentrate su uno dei seguenti temi:

– I grandi personaggi della cultura europea
– società internazionale e geopolitica
– I grandi personaggi e le grandi storie dello sport

La durata delle proposte deve essere di 52’, oppure di 2 x 52’.

I progetti presentati dovranno prevedere fin dalla loro progettazione la cooperazione tra produttori francesi e produttori italiani.

Si richiede di presentare quanto segue:

Un file di 10/15 pagine con
– Sinossi
– Intenzioni di regia/Scelte stilistiche e di format
– Budget e piano di finanziamento

Per quanto riguarda i produttori residenti in Italia, le proposte vanno mandate al email dedicata di RAI Documentari: documentari@rai.it.

RAI Documentari e France Téélévisions Unité Documentaires si riuniranno per selezionare due progetti all’anno.

Programma:

  • 23 gennaio 2023 lancio della collaborazione RAI Documentari – France Téélévisions Unité Documentaires a FipaDoc, Biarritz
  • 30 aprile 2023 chiusura ricezione progetti
  • Maggio Giugno 2023 lettura di progetti
  • A giugno, annuncio dei 2 progetti selezionati dai due broadcaster e avvio dello sviluppo
  • A ottobre, presentazione dei progetti selezionati durante le sessioni di pitch internazionali del Mia di Roma
Dichiarazioni

“La collaborazione di Rai con France Télévisions – Unité Documentaires rappresenta un passaggio importante per promuovere la cooperazione internazionale nel settore audiovisivo – dice il direttore di Rai Documentari Fabrizio Zappi – con l’obiettivo di condividere idee, acquisire nuovo pubblico, sperimentare nuovi punti di vista e avvalersi delle competenze e delle risorse di partner di valore. Un passo importante per la Rai, che avrà l’opportunità di collaborare a nuovi progetti internazionali e di arricchire pertanto la propria offerta, all’insegna della qualità”.



Partner