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Nuova puntata di “Pietre d’inciampo” di Stand By Me. Annalena Benini racconta la storia di 9 pietre d’inciampo napoletane.

immagine contenuto Nuova puntata di “Pietre d’inciampo” di Stand By Me. Annalena Benini racconta la storia di 9 pietre d’inciampo napoletane.

A Napoli, in Piazza Bovio, ci sono nove pietre d’inciampo dedicate a nove vittime della follia nazifascita, tutti membri della stessa famiglia: i Procaccia, Pacifici e Molco, tre generazioni spazzate via dalla Shoah.

Giovedì 29 ottobre alle ore 20:30 su Rai Storia in “Pietre d’InciampoAnnalena Benini racconterà la storia che si cela dietro questo gruppo di pietre; un viaggio nella memoria che rievoca i tragici momenti vissuti dalla comunità ebraica napoletana dal bombardamento di Napoli del 1943 in poi.

Pietre d’Inciampo è una serie di 6 episodi da 25 minuti, ideata da Simona Ercolani, prodotta da Stand by Me in collaborazione con Rai Cultura. Condotto da Annalena Benini. Produttore creativo Simona Ercolani, Supervisore alla produzione Teresa Carducci, produttore esecutivo Alessandro Grillo. A cura di Andrea Felici. Scritto da Annalena Benini, Lorenzo De Alexandris, Leyla Monanni, Nunzia Scala con la consulenza storica di Amedeo Osti Guerrazzi, Dario Biocca, Gabriella Gribaudi, Elisa Guida, Gadi Luzzatto Voghera e Stefania Ficacci. Regia di Claudio Pisano.

Nella puntata di questa sera

Amedeo Procaccia e Jole Benedetti sono i capostipiti di questo nucleo familiare, marito e moglie di origine ebraica che negli anni ’30 abbracciarono la fede fascista. La coppia ebbe tre figli, un maschio, Aldo, e due femmine, Yvonne ed Elda. Quest’ultime alla fine degli anni Trenta sposarono due amici venuti dalla Toscana, Sergio Molco e Loris Pacifici. Nell’estate del 1943, per sfuggire ai bombardamenti che stavano mettendo in ginocchio Napoli, i componenti di questa grande famiglia si rifugiarono in Toscana vicino a Lucca.

Il 6 dicembre dello stesso anno vennero arrestati dalle milizie fasciste e trasferiti al campo di transito di Bagni di Lucca. Successivamente furono poi deportati ad Auschwitz, da cui non faranno più ritorno. La più piccola della famiglia, Luciana, di soli 7 mesi, morì durante il trasferimento sul convoglio numero 6. Mentre Sergio, insieme alla moglie Yvonne e al figlio Renato, riuscì a sfuggire all’arresto. Egli venne arrestato poche settimane dopo e deportato nel lager austriaco dove erano già detenuti gli altri componenti della famiglia. Lì morì dopo soli 22 giorni dal suo arrivo.

Le Pietre d’inciampo

Le pietre d’inciampo sono nate dall’iniziativa dell’artista tedesco Gunter Demnig.

Sono “sanpietrini” in ottone che segnano le abitazioni o i luoghi di lavoro di persone che sono state vittime della persecuzione nazifascita. Dagli ebrei, agli oppositori politici, militari, rom e sinti, omosessuali deportati nei campi di sterminio o giustiziati.

Ciascuna di queste pietre, più di 1.300 solo in Italia, tramanda ai posteri una storia di discriminazione, crudeltà e di vite distrutte.

In “Pietre d’Inciampo” la giornalista, editorialista e scrittrice Annalena Benini conduce il pubblico attraverso l’intimo racconto di sei storie emblematiche, ambientate a Milano, Livorno, Viterbo, Roma e Napoli, attraverso interviste ai famigliari, ricordi di famiglia come lettere e fotografie e ripercorrendo luoghi diventati simbolo della follia nazifascista, come il campo di Fossoli (MO), il binario 21 della Stazione Centrale e il carcere di San Vittore a Milano, le strade del ghetto ebraico di Roma.



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