Riforma del cinema: la Camera apre la strada a un nuovo sistema per il settore audiovisivo
Un’intesa che ha attraversato gli schieramenti politici (218 voti a favore, 6 contrari, nessun astenuto) ha permesso alla Camera di approvare in prima lettura un disegno di legge destinato a cambiare profondamente l’assetto del cinema e dell’audiovisivo italiano, intervenendo su governance, finanziamenti e tutele per chi lavora nel settore.
Secondo il ministro della Cultura Alessandro Giuli, si tratta di un risultato costruito attraverso il dialogo tra forze politiche diverse, capace di aprire una stagione nuova nei rapporti tra Stato e mondo del cinema, all’insegna della collaborazione reciproca.
Tra gli elementi chiave del testo spicca la nascita di un ente ad hoc, l’Agenzia per il Cinema e l’Audiovisivo, che erediterà le funzioni operative e gestionali oggi in capo alla Direzione generale Cinema e Audiovisivo del ministero. Al MiC resterà invece il compito di definire indirizzi politici e vigilanza. Cambia anche l’orizzonte temporale della programmazione, che passerà a cicli triennali, con l’obiettivo di garantire continuità e certezza agli operatori.
Anche il tax credit subirà una revisione sostanziale: i parametri terranno conto delle dimensioni delle imprese coinvolte, del pregio artistico dei progetti e della coerenza dei costi previsti.
Sul piano occupazionale, la riforma mira ad ammodernare gli strumenti di protezione sociale per le figure professionali del comparto, con un’attenzione specifica verso chi si trova in condizioni economiche più precarie, per cui verrà istituito un fondo di solidarietà dedicato. Prende inoltre forma un tavolo permanente di confronto, il Forum del Cinema e dell’Audiovisivo, con il compito di coinvolgere direttamente gli operatori nella definizione delle politiche del settore.
Il clima politico attorno al provvedimento è apparso disteso e trasversale. La sottosegretaria Lucia Borgonzoni ha sottolineato i dati incoraggianti del 2026, con incassi al cinema cresciuti di oltre il 20% rispetto al periodo pre-pandemico e un pubblico in aumento per le pellicole italiane, evidenziando come l’Italia sia l’unico tra i grandi mercati ad aver già superato i livelli pre-Covid. Per Fratelli d’Italia, il deputato Fabio Roscani ha parlato di una svolta attesa da anni dagli addetti ai lavori. Segnali positivi sono arrivati anche dal Partito Democratico: la segretaria Elly Schlein ha riconosciuto il valore culturale del cinema, chiedendo però garanzie sulle coperture finanziarie nella prossima manovra economica. Apprezzamento espresso pure da Noi Moderati, con Ilaria Cavo che ha ricordato il peso economico e occupazionale di un comparto che genera miliardi di euro di valore e coinvolge decine di migliaia di professionisti.
Il testo passa ora all’esame del Senato, dove verrà definito l’assetto conclusivo delle nuove regole per l’intera filiera cinematografica.
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